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Le origini del “pan de oro”

Provate a fare voi stessi il Pandoro con uova, zucchero, burro, lievito e burro di cacao e Manitoba Oro Molino Caputo

logo-caputo-nuovo.jpgPer ognuno di noi il Natale rappresenta la festa della bontà, non solo di spirito. Sono tante le deliziose specialità gastronomiche che caratterizzano da sempre le nostre feste, e tra le più amate c’è sicuramente il Pandoro.

Un soffice piacere che mette d’accordo tutti, con il suo gusto e la sua semplicità. A renderlo così speciale è la sua dolce tradizione, che colora di allegria e di atmosfera il periodo più magico dell’anno.

Il suo nome parla da sé: si tratta di un invitante lievitato dall’aspetto dorato e voluminoso. Unico nella sua essenzialità, data da ingredienti autentici come farina, uova, zucchero, burro, lievito e burro di cacao.

Esistono diverse teorie sulle origini del Pandoro. Secondo alcuni vanno collocate nell’antica Vienna, o addirittura al primo secolo dopo Cristo, come testimonierebbero gli scritti di Plinio il Vecchio. La patria del Pandoro, però, è senza dubbio la città di Verona, dove da secoli va avanti la straordinaria tradizione artigianale del dolce.

Suo antenato riconosciuto è il Nadalin, un dolce veronese nato attorno al ‘200, solitamente consumato in occasione del Natale. Questa specialità si diffuse pian piano nel tempo, assumendo attorno all’800 le fattezze del Pandoro come lo conosciamo noi oggi. Dalle tavole dei ricchi signori veneziani, con il nome di “pan de oro”, fino ai giorni nostri, una lunga storia di dolcezza che si ripete con devozione durante i nostri banchetti natalizi, e non solo.

Ottimo anche senza alcuna guarnizione, o inzuppato nel latte per una golosa colazione, il Pandoro ha le sue armi vincenti nella semplicità e nella versatilità. Dai dolci fatti in casa all’alta pasticceria, è la base perfetta per prodotti ricchi di sapore e creatività. Salse dolci, bagne al liquore o un semplice gelato possono dar vita alle mille rivisitazioni a cui il Pandoro si presta, complice la sua bellissima e inconfondibile forma stellata.

Oggi il Pandoro è immancabile nelle nostre intense giornate di festa, da trascorrere tra bontà e affetti. La grande produzione industriale non ha interrotto la sua natura artigianale, con una preparazione che richiede numerosi fasi di grande complessità, da seguire con cura e con amore.

La magia è tutta nella lievitazione, per questo occorre sempre affidarsi alla giusta farina. La Manitoba Oro di Caputo è l’ideale per prodotti soffici e gustosi come il Pandoro. Si tratta di una farina di tipo “0” che il Mulino di Napoli ha dedicato alla pasticceria e ai maestri pasticcieri. Ottima per i lievitati, la Oro di Caputo assicura un impasto soffice e di grande volume.

Tutt’altro che un semplice dessert, il Pandoro è uno dei simboli del nostro Natale. Nel suo gusto e nella sua morbidezza i sapori più classici a cui da sempre affidiamo la nostra storia e la nostra tradizione.

 

 

(fonte Farina1)

 

PANDORO.jpg


14/12/2015

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